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lunedì 16 luglio 2007

Un pò di me...



Il cuore, la gloria, l’amore.


Ancora è presto per calare il sipario
non sono pronto per questo.
No, non voglio così, non in questo modo.
Sarebbe come aver vissuto invano,
senza una motivazione,
senza gloria né amore………

Ho freddo, tanto freddo,
ma anche tanta voglia di dormire.
Come se adesso tutto si dovesse fermare…
le mie paure dimenticate
sparita la mia voglia di scappare
e finalmente affrontato questo inutile dolore.

Spero nelle cure del tempo
mi dico che il domani potrà essere migliore,
anche quando sento di non farcela
quando sto per affondare………
non smetto mai di combattere
anche a costo di farmi male.

Sono qui,
nel freddo di una notte
ancora troppo lunga da passare
ma anche troppo breve perché io possa dormire………
Da solo cammino
giurando che è l’ultima volta,
che non mi accadrà più.
Mai più!

Intravedo la fine del mio tormento interiore
con il sole a scaldare il mio corpo,
a lenire il mio dolore.
Non è questo il momento di andare
non adesso,
non così,
non senza rivelare ciò che ho nel cuore.







Non è facile spiegare il bisogno che ho di scrivere. Tutte le volte che mi sento triste, quando ho qualcosa da raccontare, anche se ho solo voglia di parlare………la mia camera diventa un posto bellissimo: ascolto il silenzio e il rumore del mare; in lontananza…
Come il dolce richiamo di una donna che non vuole più aspettare!
Penso al mio amore, ci ripenso, e ancora, ancora, ancora………così mi abbandono alla mia ispirazione. Comincio a creare la mia realtà senza nessun vincolo o frustrazione, mi affido solo all’intuizione. Mi lascio trasportare dalla musica delle mie parole così come un bambino farebbe col suo genitore. Sono un imbranato davanti al suo primo amore: mi emoziono, rido e mi commuovo. Tanto non c’è nessuno a guardarmi; io sono in un posto bellissimo, lontano, irraggiungibile. Le carezze del sole si confondono ai sorrisi della gente; non ci sono i graffi del cuore: quelli che fanno male, quelli che la vita ti regala per renderti più forte, per insegnarti a reagire… Non c’è la fame, tutti possono mangiare. Qui si sa, cosa voglia dire rispetto per il prossimo, nessuno si sognerebbe mai di lasciar morire un proprio simile per difendere un agio che, in realtà, è solo materiale!
Così come accade nel mondo da cui, per qualche ora, mi sono allontanato. Un mondo dove la gente muore per strada tra l’indifferenza generale; qualcuno è persino capace di dire che ciò è giusto, che non fa nulla se un pover uomo perde la sua vita, “tanto non vale niente”, forse non merita neanche di essere vissuta.

È questo il mondo che ci siamo costruiti………e siamo così bravi a fare in modo che queste situazioni possano perdurare! Non ci frega delle ingiustizie… Ma se è questo il prezzo che dobbiamo pagare, allora, forse, sarebbe anche il caso di fare un passo indietro e vergognarsi, non si può ancora permettere una tale bassezza; la meschinità è un sentimento che voglio dimenticare.
Sì, avete capito bene, la nostra è solo ignobiltà.
Perché chi sta peggio di me deve patire la fame?
Dio, quando c’ha regalato la vita, mai avrebbe potuto pensare che noi, i suoi Figli, saremmo stati capaci di tanta crudeltà verso delle persone a cui, restituire una dignità, costerebbe davvero poco.
Purtroppo, però, più vado avanti e più mi pare che non importi a nessuno di queste cose. Qualcuno, forse, le trova addirittura noiose…

9 luglio 2006. Un anno dopo...


Io c’ero quella notte. Nessuno mai potrà togliermela. È stata unica, irripetibile per l’età in cui l’ho vissuta. Auguro a tutti di viverla……...Un Paese, un Paese intero che trova il suo riscatto in una partita di pallone. Chi ha accusato la mia Italia di essere malata, forse non sa quanto abbiamo sofferto per lo scandalo che ha investito il Nostro calcio. Si, perché da noi è una cosa importante, è un patrimonio nazionale, ha un valore inestimabile. Un tifoso è sincero nella sua passione, nessuno lo ripaga per il suo attaccamento, agisce in nome di una emozione che è fortissima, straordinaria, inspiegabile per certi versi!
Quella che si è giocata l’altra notte è molto di più di una semplice partita. Non è stata soltanto la battaglia di undici valorosi combattenti; con loro in campo c’era tutta una Nazione: abbiamo sofferto e gioito insieme, e abbiamo vinto. Cavolo se abbiamo vinto! Chi dubitava del nostro coraggio adesso si è ricreduto. Se qualcuno si era dimenticato dell’estro, del genio italiano, magari ora se ne ricorda.
Non siamo soltanto degli “imbroglioni”, siamo molto di più!
Giuro non avevo mai visto nulla di così aggregante, la vittoria ha eliminato ogni diversità: politica, di genere o di classe sociale. Eravamo tutti uniti, la mia gente, per una notte, ha ignorato le traversie della propria esistenza ed è scesa in piazza: ha urlato, gioito, ballato………ed è stato bellissimo! Noi tutti ad essere un po’ come degli eroi, i primi, i più forti. E poco importa se il calcio si gioca solo in undici, a Berlino eravamo più di sessanta milioni che giocavamo in quel campo: abbiamo spinto Materazzi su nel cielo ad incornare quella maledetta/benedetta palla del pareggio; abbiamo soffiato tutti insieme il rigore di Trezeguet sulla traversa; abbiamo accompagnato l’ultimo e definitivo sinistro di Fabio Grosso e, insieme a Cannavaro, abbiamo alzato la Coppa.
Ripeto: “è stato bellissimo!”
L’emozione di quella notte io l’ho vissuta.
Dio ti ringrazio per avermene dato la possibilità.
Non lo dimenticherò mai.
Ma mai mai!!!

domenica 15 luglio 2007

Appunti sul progresso...


L’epoca nella quale viviamo mi fa pensare che, ieri, i nostri simili non erano poi così "intelligenti...."
Almeno, non lo erano come noi invece siamo!

Io, e tu che leggi, siamo figli del progresso.
Se uno che è passato a miglior vita avesse oggi la possibilità di riaprire gli occhi dopo………non so…cinquanta anni, forse sarebbe per lo meno stupito degli agi di cui potrebbe usufruire. Certo, per il resto scoprirebbe niente di nuovo, come cinquanta anni fa – ma da sempre – la gente muore per i capricci dei potenti, l’esistenza di noi tutti ha il prezzo del nostro conto in banca, e c’è sempre una qualche malattia che, giocando alla roulette russa, sceglie con cura le vittime ignare a cui affidare il bacio della morte!
Ciò però non deve distogliere dal discorso principale.
Quando penso alla Roma antica, ad esempio, non posso non riflettere sulla sua magnificenza: nonostante il dominio di un impero così vasto, fatto di terre ai più sconosciute, questi uomini sono riusciti a fare della propria città il centro di tutto il mondo.
I Romani si servivano di numerosi informatori per venire a conoscenza degli usi e costumi dei popoli assoggettati; in questo modo riuscivano a governarli senza arrecare loro maggiori traumi, se non quello della libertà negata.
Ecco, questo mi fa riflettere!
L’assoluta egemonia del popolo romano sul mondo conosciuto ha tratto la sua linfa ispiratrice proprio dalla saggezza e il genio che lo ha contraddistinto. Il ragionamento ha avuto la meglio sulla (sola) brama di potere. E chi conosce la storia di Alessandro Magno sa a cosa mi riferisco! Anche se credo che questa storia la conosciate tutti.

La profonda differenza, nel modo di agire, tra Giulio Cesare e la bramosia del grande Macedone sta proprio in questo: il Primo ha capito quanto nettamente più importante fosse mantenere piuttosto che conquistare, il secondo no!

Ora, se l’ intelligenza dei popoli non è analizzabile in riferimento al periodo storico, mi sembra quantomeno indubbio che, in un'ipotetica comparazione, o meglio ancora quantificazione, non è possibile accostare l’intelletto allo stadio di progresso già raggiunto.
Oggi disponiamo dei mezzi per raggiungere la luna, domani, molto probabilmente, nella luna ci andremo a passare le vacanze...

Questo, però, non mi fa credere che si tratti di un’estensione della ragione.

Quindi, mi sembra anche logico affermare che la cultura è un qualcosa che c'è ed esiste a prescindere dallo spazio temporale in cui essa si trova a produrre ed assimilare.
Forse il mio discorso per qualcuno sta diventando un po’ troppo serio, qualcun altro invece potrebbe anche biasimare il risvolto semplicistico di quanto ho appena dichiarato. Ebbene, mi trovo a dover rispondere ad entrambe le categorie di persone che se un tale interrogativo si trova ad accompagnare i miei pensieri, esso merita per lo meno una risposta; se non altro per soddisfare la voglia di conoscere, di sapere…

sabato 14 luglio 2007

il mio primo messaggio al mondo

E' la prima volta che ho un blog tutto mio. Non so bene ancora come funzioni, ma spero che sia esattamente come io me lo immagini.
Se ho capito bene, questo spazio mi permetterà di diffondere i miei pensieri, dando la possibilità ad altri di rispondere. In teoria potrò parlare con un sacco di persone, in tutto il mondo!
Sempre che io conosca le lingue...

Ora provo ad imparare come si usa questo "coso"

Intanto vi saluto.

Torno presto cmq...