
A causa della febbre che da qualche giorno mi costringe a restare a casa, ieri, per caso, ho rivisto le foto di mamma, quando era ragazza… Beh, che posso dire? Adoro la bellezza del suo sorriso. Un sorriso vero, sincero, pieno di vita; lo stesso sorriso che, purtroppo, con il passare degli anni ho potuto ammirare sempre meno… E allora penso che avrebbe potuto farsi fare più foto; in questo modo, magari, riguardandosi avrebbe potuto capire che non era il caso di sorridere così poco spesso; magari se ne sarebbe anche fregata se mio padre l’aveva lasciata…
Chissà, forse adesso tocca a me ridarle il sorriso; magari quello che le ha tolto la vita posso ridarglielo io in termini di soddisfazioni. Se io riuscirò a realizzarmi, una volta per tutte, come uomo, come marito, come padre, allora capirà di non aver vissuto invano… Le mie vittorie saranno anche le sue, così come il mio essere una persona felice e tutto il resto. Se solo sapessi come diavolo si fa ad essere veramente felice…
È strano, ma poco fa, mentre fumavo una sigaretta affacciato alla finestra, ho avvertito una piacevolissima sensazione di leggerezza… Non è che mi capiti spesso una cosa così, quindi la considero (soprattutto in quest’ultimo periodo) un evento eccezionale! Non so perché, ma guardare il mondo là fuori mi da pace… Penso che tutti sono lì fuori a fare non so cosa: chi lavora, chi piange, chi soffre, chi fa l’amore; ed io invece in questo momento non mi sento parte di questo “tutto”. Oggi mi va di guardare il mondo dalla finestra, come al cinema, solo che in questo caso la “decido” io la trama che “voglio vedere”.
Penso che il mondo va avanti, che la vita va avanti, e credo che nessuno se la prenderà se oggi non mi va di far parte di questo meraviglioso viaggio! Ho bisogno di starmene un po’ per conto mio; che posso dire? Io è così che sono fatto: ogni tanto ne ho proprio bisogno! Ogni tanto mi piace scendere dall’autobus e rimanere seduto in una panchina, da solo; per riflettere su ciò che mi accade, su me stesso. E’ un po’ come mettere a posto i pezzi di un puzzle, hai presente?
A volte, quando scrivo, ho la sensazione di parlare con uno psicologo; e la cosa strana (per me straordinaria) è che il mio non è un semplice “parlare ai muri”, ma è piuttosto un dialogo vero e proprio, con domande e risposte. E allora il quesito che mi viene in testa è: “sono io che al mio interno riesco a sdoppiarmi in due persone distinte e separate, o è piuttosto che per ogni domanda che mi pongo conosco già la risposta???” Devo ammettere che, per quanto io sia affascinato dalla prima ipotesi, spero proprio che sia la seconda quella che corrisponde alla realtà; per ovvi motivi! Solo lo sdoppiamento della personalità mi ci vorrebbe… ;)
A parte gli scherzi, la verità è che le risposte che mi do per adesso non mi piacciono. Probabilmente è perché riguardano la mia vita… Il fatto è che in questi ultimi mesi mi sembra che tutto vada al contrario! Avevo deciso (dopo averci riflettuto tantissimo…) di incanalare la mia vita in certi binari e poi tutto è sparito di colpo, da un giorno all’altro; e adesso è così difficile…
Stanotte ho rivisto il film “Non ti muovere”. È la seconda volta che lo vedo, la prima risale a cinque anni fa. Questa storia ha su di me un effetto incredibile: è una storia che ti entra dentro e… maledizione rende tutto ancora più difficile!
Quest’anno, durante le vacanze di Natale mi piacerebbe partire per non so dove. Da solo. Ho bisogno di isolarmi da tutto e da tutti. Solo per un po’. Giusto il tempo di ritrovare me stesso… Questa volta si spera definitivamente! In realtà un posto dove andare ce l’avrei, solo che non so se è fattibile. Boh, vedremo. Io ci spero comunque…



