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lunedì 14 luglio 2008

Il giornale di "tendenza" in regalo, la crema e la scimmietta...


Mi immagino Peppe davanti alla cassa, per pagare, leggermente imbarazzato dallo sguardo del cassiere; uno sguardo che gli dice: “e bravo il finocchio…”!
“Me lo incarti come se fosse un regalo. Vorrei fare uno scherzo ad un amico.”
(Giusto per puntualizzare – pensa nella sua testa – cercando la sua ragazza per un bacio appassionato).
Lì, davanti al cassiere…
Come a dire: “io non sono gay, che cazzo c’hai da guardare così?”

Magari non è andata così, ma mi vien da ridere se la penso in questo modo!

Sono tutto bruciato, la mia pelle varia di colore da punto a punto: dal rosa al rosso.
E meno male che non ho messo la crema che mia ha dato mia madre! Prima di partire mi dice: “la vuoi la crema protettiva?”
Io dico: “si, certo. Grazie.”
(bene)
Era la crema autoabbronzante per il viso, non una crema che si usa al mare… Almeno se non si ha voglia di diventare una sorta di dalmata bianco e rosso!
Per fortuna l’ha presa Egizia e se ne è accorta. Gliela voleva mettere a Peppe, forse…
Insomma, pericolo scampato!
Chissà a quest’ora come sarei incazzato… Non riandrò a mare prima di domenica prossima. Una settimana con le braccia a pois non me la sarei proprio accollata!

Il momento più esilarante è stato quando si è avvicinato un uomo di colore, abbastanza bruttino; credo fosse indiano. Aveva una scimmietta finta attaccata al collo. Io me ne ero accorto che aveva questa scimmietta, ma non ho resistito a dire: “non prendere in giro il signore”, quando Michele mi ha detto: “Pè, guarda la scimmietta!”
L’indiano è rimasto serio, gli altri ridevano, ed io buttato nell’asciugamano a sganasciarmi dalle risate…
(Fantastico)

E ora sono un’aragosta… N’chia però che ridere…
Mi sa che è cominciata l’estate!
Chissà che succede adesso………?

giovedì 10 luglio 2008

Il documento d'identità...







10/07/08 ore 1:04

So che è tardi e sarebbe ora di andare a letto. Ma stanotte non ho molto sonno…
Domani mi aspetta una nuova giornata ciclicamente uguale alle altre: mattina sveglia alle 8:46 (la mania del 9 ormai è incontrollabile…), caffè al bar, gazzetta e poi a casa a lavorare alla tesi; il pomeriggio l’inglese e alle sei – sei e mezza circa il training quotidiano: sfiancandomi per un’oretta con pesi e cyclette. Mangio poco e non bevo, da almeno un mesetto… Qualche risultato lo sto ottenendo (ho perso quasi sei kg), ma ancora è niente! Voglio sentire i vestiti scivolarmi addosso, e ancora non è così!

Insomma, per ora è un po’ “na vitaccia”, soprattutto per uno come me che sopporta a fatica la routine che si protrae nel tempo…

D’altra parte, che vita è se non la passi sulle montagne russe?
Non si può mica andare solo sul trenino panoramico! O no?

(non so se esiste il trenino panoramico, però mi piace il nome, quindi lo lascio scritto!)

(( come al solito quando scrivo mi viene voglia di fumare. Mi tocca andare nello stanzino. Prima o poi mi faccio il “bocchettone” usato nei locali per permettere alla gente di fumare. Chissà se si può mettere nella mia stanza…? ))

In questo periodo mi sembra di scrivere al vento… Cioè, di voglia di scrivere ne ho, è la consistenza che mi manca… la profondità; il riuscire a far comprendere ciò che sento realmente. Ciò che ho dentro, ma che non tiro fuori.
Resta solo un amaro silenzio e una terribile sensazione di vuoto… Qualcosa che manca, qualcosa che ho lasciato per strada…

Penso che potrei anche non pubblicarlo questo post, tanto non è che abbia detto molto! Ma, tra un po’ di tempo, sono sicuro che mi piacerà rileggerlo… Quando la giostra sarà in discesa, vorrò ricordarmi di come stavo in questo periodo. Starò vivendo un’altra vita; una vita che, con tutta probabilità, ho già cominciato a vivere…

Questa è la mia vita. Il miracolo che Dio mi ha regalato non voglio perderlo in un bar… Prima o poi bisogna cambiare! Qualcuno lo fa prima, altri ahimè lo fanno più tardi; ma non si può continuamente tenere l’acceleratore al massimo: il motore potrebbe anche fondersi alla lunga…

In questo momento mi piacerebbe avere la palla di cristallo…
Andrò a sbattere, o rinuncerò per sempre alle “seduzioni della notte”?
Sarò bravo, o una testa di cazzo?

E intanto il tempo passa… Anche Vasco Rossi non è più quello di un tempo! E se il tempo passa anche per lui che è un mito, forse…
Ore 2:29 – tre sigarette fumate… ((Nello stanzino…))

sabato 5 luglio 2008

Pensieri "scollegati" di una mente stanca...


Quanti pensieri guardando una foto dei miei venticinque anni…

Io non dico di non metterci tutto l’impegno di cui sono capace… Ma cosa sto facendo? Chi sono veramente………? Perché sono stato così cieco da non rendermi conto di cosa stava accadendo? Io, miseramente ricco di buone intenzioni… Il mio Dio voltato dall’altro lato ed io a perdermi in pensieri scuri e tristi… Io, miseramente ricco di nostalgia… Nostalgia della mia migliore versione, nostalgia di quella canzone, nostalgia di una passata illusione… Ascolto in silenzio parole ed espressioni impresse nella mia mente: lontane, passate, andate… Sento gli odori. Ho ancora fame di quei sapori… Mi sembra di essere lì, in quel momento felice…
Cosa non si fa, a volte, per sfuggire alla malinconia?!? Anche quando ti senti che “oggi la vita ha vinto”. Bisogna sempre controbattere in qualche modo…

Già, in qualche modo!

Intanto continua a suonare l’adorabile musica di Barry White, la mia stanza ha una temperatura di 38°, e la mia uscita del venerdì sera è durata mezz’oretta… C’ho messo più tempo a prepararmi che a stare fuori… Un altro fine settimana che inizia con me sudato e in pantaloncini, di fronte al mio Pc: l’unico con cui mi vada di “parlare”.
Peppe mi ha appena chiamato in video su msn; chiedo scusa ma declino, vado a fumare…
Tracy Chapman canta “Happy” dal media player e, tutt’ad un tratto, la malinconia si fa più forte… Cambio musica, provo a richiamare Peppe: vediamo se è lui adesso a rifiutarla la videochiamata! Niente, non funziona, non lo sento.

Provo a concludere questo “ottimistico” racconto di mezza estate.
Il fatto è che non mi piacciono le conclusioni. Preferisco pensare che si tratta di nuovi inizi; preferisco pensare a quando avevo venticinque anni. Mi piaceva quel periodo…

A pensarci bene, a quel tempo, i miei sogni non mi sembravano delle illusioni…